lunedì 19 luglio 2010

"Flavi è terapeutico."

"Non chiamarmi", mi hai detto.
E fra me, penso che fosse fiato sprecato sul nostro tempo sprecato.
Tempo sprecato in cui potremmo vivere per un po' la stessa vita, negli ultimi momenti che ci restano.
Prima che io torni nel mondo.
Prima che tu torni in te stessa.
"Non chiamarmi", mi hai detto, "È inutile".
E io mi chiedo che diavolo significasse.
Se tu l'abbia detto per un motivo, o se sia solo la mia costante ricerca di un significato recondito in ogni momento.
"Non chiamarmi", mi hai detto.
E nonostante ciò, ti sento più vicina che mai. Sarà che sto leggendo il tuo blog, un po' alla volta, e per qualche momento, mi sembra di vedere attraverso i tuoi occhi, te, riflessa in un vetro, o in una pozzanghera; nelle maniglie delle porte.
"Non chiamarmi", mi hai detto.
E non riesco a non dirti.... cose...
A cui non vedrò neanche risposta, probabilmente.
"Non chiamarmi", mi hai detto.
"7 messaggi concatenati", recita il telefono.
Non ti chiamo.
Ero convinto di apprezzare il cielo coperto, ma già mi manca il Sole.

Inferno

Sembrerebbe quasi paradossale, o meglio, mi piace come inizio di discorso, ma a ben pensarci non è più paradossale del fatto che al primo cretino famoso che si schianta in paracadute, piangan anche quelli che il giorno prima lo schifavano (per invidia).
Tutto questo ammasso di troiate, per poi non dir nulla.

Ed è questa, la mia vita: un susseguirsi di eventi, che mi fan percorrere la mia strada, ciclo dopo ciclo.
Sì, perché il movimento che faccio è sempre circolare, sulle pareti di un imbuto. E non posso fermarmi un secondo, ché cadere verso il fondo è un attimo, anche (anzi, soprattutto) quando ti sembra di essere più in alto di sempre.

E c'è un livello oltre il quale risalire diventa difficile, ma con mossa a mio avviso geniale, il mio cervello, quel buco l'ha tappato con assi e ragnatele di apatìa, quindi, no problema.

Non fosse che le suddette ragnatele crescan come edera...